Quell'operaio era l'affamato dell'osteria, quel giovane
elegante era Edmondo Derval!
PARTE SECONDA.
*I piaceri della giovinezza e loro igiene.*
Qualunque sia il piacere che ci procuriamo, dobbiamo sempre porre un
limite ad esso, perchè gli eccessi sono sempre funesti, e sono il più
delle volte cause di serie malattie che possono renderci infelici per
l'intiera vita.
Chi non conosce le dolorose indisposizioni che provengono da un
eccesso nel mangiare o nel bere?
Come si disse poi nel capitolo precedente bisogna tener calcolo anche
del luogo, delle stagioni, dell'ora e del tempo. E mi spiego. Non tutti i
luoghi sono adatti al benessere del nostro temperamento, e sono a
fuggirsi i siti umidi, dove si leva quella nebbia malsana causa di febbri
dolorose. Anche le stagioni influiscono sui generi dei piaceri, come
pure il tempo. Nessuno potrà divertirsi e ritrarre giovamento
intervenendo ad una partita di piacere, di caccia, di pesca, al nuoto, se
non in giorni sereni e in luoghi salubri. Un consiglio che i giovani
dovrebbero sempre ascoltare è il seguente. Mai non si deve bere, anche
sentendo il più stimolante bisogno, quando si è corso, saltato, fatto
esercizi ginnastici, perchè, sopprimendo istantaneamente la
traspirazione, si va incontro a malattie molto pericolose. Altresì, per la
stessa ragione, non si deve esporsi ad una corrente d'aria fissa. Tenetevi
fisso nella memoria questo consiglio se un giorno o l'altro non volete
che, a seconda del vostro temperamento più o meno debole, essere
assaliti da reumi, da flussi di ventre, da coliche, da mali alla gola e da
altre di queste forti indisposizioni che tutte provengono dalla
soppressione istantanea della traspirazione. Quanti che per aver
trascurato questi precetti si rovinarono per tutta la vita!....
I piaceri poi non devono essere spinti fino alla fatica, altrimenti
diventano nocivi. Anche l'amore allo studio deve essere frenato, perchè
un'occupazione continua logora gli organi. Così gli studi che esigono
una posizione incomoda devono essere di poca durata. Tali sono il
disegno, il pianoforte, il ricamo e l'arpa.
Anche la musica vocale riesce dannosa a coloro che si sforzano, o che
ripetono intempestivamente esercizi che non sono alla loro portata,
perchè le corde vocali logorandosi si può perdere del tutto quella voce
che per tanti è la loro vita.
È dunque meglio che tali studi si ripetano spesse volte nel giorno,
piuttosto che sacrificare ad essi delle ore intere.
PARTE TERZA.
*Igiene alimentare della giovinezza.*
Questo capitolo deve essere attentamente considerato, essendo la
questione degli alimenti la principale, poichè, questi sono i fattori
principali della vita. È una questione che dolorosamente non fa parte
del programa scolastico; dolorosamente dico, perchè molti giovani
istruiti escono dagli istituti senza avere nemmeno le prime cognizioni
riguardo a questa materia. La scelta degli alimenti, la loro quantità e
qualità dovrebbe essere calcolata in ragione del sesso, dell'età e del
temperamento dell'individuo. Influiscono molto anche su esse le
stagioni, i luoghi, le professioni. Essendo provvisti di queste utili
cognizioni si scanserebbero tante malattie, e l'alimentazione avrebbe
pieno il suo corso di rinvigorire le esauste forze del giovane. E il
nutrimento di esso richiederebbe maggiori cure di quelle che
attualmente si prestano. La qualità e quantità delle sostanze alimentari
devono essere conformate e proporzionate sulle perdite del soggetto,
quindi nella giovinezza l'alimentazione dev'essere più abbondante,
perchè in quest'epoca della vita molto attiva ed operosa il giovane
subisce un continuo ed abbondante spreco di forze muscolari.
Si deve avere riguardo anche al genere di vita che conduce l'individuo;
infatti un impiegato che è condannato ad una vita sedentaria dovrà
nutrirsi meno d'un manuale che s'affatica tutto il giorno. Le stagioni
pure influiscono, ed infatti tutti d'inverno mangiano molto più che
d'estate, e nella scelta dei cibi si deve aver molto riguardo nella
primavera e nell'autunno.
Circa poi il numero dei pasti, questi devono essere regolati sulla forza
dello stomaco dei giovani. I giovanetti hanno bisogno di fare quattro
pasti al giorno. Due abbondanti e due più leggieri intermedi per
attenuare la fame che si farebbe troppo sentire. Dopo i 24 anni invece
bastano due soli pasti abbondanti o al massimo tre.
Sopratutto però badate di non mangiare e bere eccessivamente! Guai
agli intemperanti! Lo stomaco starei quasi per dire che è il centro della
vita nostra, perchè è nello stomaco che i cibi subiscono quella
trasformazione chimica, per la quale, ridotti in chimo, si assimilano col
sangue, risarcendoci per tal modo delle forze perdute. Chi è sano di
stomaco godrà d'una vita lunga e felice, e potrà giungere ad una robusta
vecchiaia esente da infermità. Una raccomandazione importante
sarebbe quella di alzarsi da tavola con un leggiero appetito, mai
mangiare ingordamente fino a che vi sentite sazi, perchè se lo stomaco
affatica a digerire tutti quei cibi coi quali lo empite, esso si logorerà ben
presto e si andrà soggetti ad indigestioni, a gastriche ed altre

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