Fiore di leggende | Page 3

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contrada.?E quando quella pena s�� sostenne,?pi�� non vedea quella che s�� l'agrada;?e' con temenza alla donzella disse?che le piacesse che si dipartisse.
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E disse:--Dama, non vi sia pesanza,?se contro a la tua voglia io ti parlassi;?io t'adimando e cheggio perdonanza,?s'alcuna cosa nel mio dir fallassi:?d'andare a Roma i' ho grande disianza:?di subito morrei, s'io non v'andassi.?Per�� ti priego che tu mi contenti,?ch'io veder possa gli amici e' parenti.
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E la donzella al cor n'ebbe gran doglia,?ch'a gran fatica gli fece risposta.?Per Gherardin tremava come foglia,?considerando che da lei si scosta.?Ma pur, veggendo sua bramosa voglia,?s�� gli rispuose, quando ella ebbe sosta:?--Ben ch'il mio cor del tuo partir tormenta,?po' ch'a te piace, ed io ne son contenta.--
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A la partita gli donava un guanto,?e disse:--Ci�� che vuogli, tu comanda;?e tu l'avrai; non chiederesti tanto,?cavalieri o danari over vivanda.--?Queste parole gli disse con pianto;?ma finalmente cos�� gli comanda:?--Non sia persona a cui lo manifesti,?ch�� ci�� che tu averai, s�� perderesti.
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E quella gente, che tu troverai,?con teco mena, ch'e' ti ubidiranno.?Di me sovente ti ricorderai;?ma fa' che tu ci sia in capo all'anno:?in tua presenza allor mi vederai?con molte dame che mi serviranno;?e sposera' mi a grandissimo onore:?sar�� tua donna e tu siei il mio signore.--
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Perch�� a Roma torna volentieri,?Bel Gherardin da lei prese commiato.?E covertati trov�� due destrieri,?s�� che ciascuno a cavallo �� montato:?e mille cinquecento cavalieri?trov�� fuor del castello ins�� in un prato;?e sessanta vestiti ad una taglia,?e molta salmeria, se Iddio mi vaglia.
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Siccome valoroso capitano.?Bel Gherardin disse lor:--Cavalcate.--?Eglin gridar:--Viva il baron sovrano!--?con molte trombe innanzi apparecchiate;?ed ogni gente fugg��a per lo piano.?E cos�� cavalcaro pi�� giornate,?tanto che f?r nel contado di Roma,?e la novella a la citt�� si noma.
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Quando f?r pressi a Roma, a cinque miglia,?tender vi fe' trabacche e padiglioni:?e il padre santo se ne maraviglia,?che non sapea di lor condizioni:?mont�� a cavallo con la sua famiglia,?con compagnia di molti altri baroni,?ed altra gente molta e' suoi fratelli?contra a costoro andaro per vedelli.
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E il padre santo ben lo cognoscea,?siccome egli era di grande legnaggio.?e, co' fratelli insieme, gli dicea:?--Donde avest�� cotanto baronaggio?--?Ed egli a tutti quanti rispondea:?--Come Iddio volle, io ho tal signoraggio.--?E tanto non poteron domandare,?che volesse altro lor manifestare.
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Ne la citt�� con grande onore entrava?Bel Gherardin e sua gente pregiata,?ed ogni gente si maravigliava?della gran baronia ch'av��e menata:?e tutta gente di lor ragionava,?fac?endo festa della sua tornata.?E co' fratelli in casa si ridusse?con quella gente ch'a Roma condusse
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S�� bella corte tenne quel barone,?che dir non si potrebbe n�� contare.?Se v'arrivava giullare o buffone,?era vestito sanza addomandare;?e non sapea neun suo condizione,?come potesse s�� corteseggiare.?E ben tre mesi fe' corte bandita,?che per vert�� del guanto era fornita.
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E una sera, quand'ebbono cenato,?e la madre il chiam�� segretamente,?e disse:--Figliuol mio, dove se' stato,?po' che del tuo partir fui s�� dolente?--?E poi appresso l'ebbe dimandato?come potea tener cotanta gente;?e finalmente tanto il dimandoe,?che ci�� ch'egli av��e fatto le contoe.
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E disse siccome egli aveva avuta?la Fata bianca, che l'era suo sposa.?E, come la parola fu compiuta,?dipartissi la gente ed ogni cosa,?e la vert�� del guanto fu perduta;?onde suo madre fu molto crucciosa.?E Gherardino e Marco, lagrimando,?partirsi, e lei lasciaron sospirando.
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Sol ha un ronzin ciaschedun, sbigottito.?Gherardin mosse lo ronzin predetto,?e cavalcando partesi smarrito,?e ragionando andava il suo difetto.?Siccome della fata fu marito,?nel secondo cantar vi sar�� detto,?e come del paese fu signore.?Questo cantare �� detto al vostro onore.
CANTARE SECONDO
1
O Padre, e Figlio, e Spirito Santo,?che venir ci facesti in questo mondo,?al vostro onor comincio questo canto.?Bench�� 'n semplicitade ognora abondo,?concedi grazia ne lo mio cor tanto,?ch'assai pi�� bello sia, ch'�� lo secondo;?e, se a lo primo avessi a voi fallato,?per lo secondo fie ben ristorato.
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Signori e buona gente, voi sapete?che in prima �� l'uom discepol che maestro;?e le vert��, ch'agli uomini vedete,?procedon dal Signor, Padre cilestro.?Per�� s'i' fallo, non mi riprendete,?che di tal arte non son ben maestro:?che vi vo' dire, col piacer divino,?ci�� che intervenne a Marco e a Gherardino.
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Nell'altro cantar sapete ch'io dissi?come a la madre manifest�� il guanto,?e come la suo gente dipartissi,?e rimasono in tormento ed in pianto;?or vi dir�� che, seguitando, addissi.?Pognendo ogni pensiero da l'un canto,?ascoltate, signori, in cortesia,?ch'io intendo trarvi di malinconia.
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Bel Gherardino e Marco si parti��no,?addolorati nel core amendue,?e come fuori della citt�� usci��no,?Gherardin disse il fatto come fue,?dicendo:--Marco mio, come faremo,?che danar n�� derrate non ci ha piue?--?E Marco disse:--Non ci sgomentiamo:?a quella dama ancor ci ritorniamo.--
5
E, cavalcando insieme per costume,?arrivarno una sera lungo il mare?ad una fonte dove mette un fiume,?che 'l conveniva loro pur passare;?ed era notte e non si vedea lume,?ma pure incominciarono a passare.?E come furon nel mezzo del varco,?dentro vi cadde Gherardino e Marco.
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Ciascun ronzino pel fiume fuggiva,?e' cavalier' l'un l'altro non vedea.?Cos�� ciascun tornando inver' la riva,?la sua disaventura ognun piangea.?Ed in quel tanto una donna appariva?in una navicella, e si dicea:?--Deh, come ti sta bene ogni mal c'hai,?Bel Gherardin, po'
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