Fiore di leggende | Page 5

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si mostra,?ch'ogni prode uomo e di grande ardimento?de l'arme s'apparecchie e facci giostra,?e per combatter vada al torniamento.?E chi avrae l'onor di quella giostra,?la sposerae con grande adornamento;?siccome "re signore" fia chiamato,?a la donzella insieme incoronato.
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Quando il soldano udí quel bando andare?per Alessandria, mosse con sua gente,?e lo Bel Gherardin volle menare.?E' non volea, per essere ubidente.?Quando fu ito, incominciò a parlare?a la reina molto umilemente:?--Datemi la parola, alta reina,?ch'io vada a quello stormo domattina.--
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Disse la dama:--Avresti tanto ardire?che tu ti dipartissi e me lasciassi??Ma volentier vi ti lascerei ire,?se io ne credessi che tu a me tornassi.--?Ed e' rispuose:--Dama, a lo ver dire,?non potrebbe stornar ch'io non v'andassi,?che io credo sposar quella fanciulla:?di ritornar non v'imprometto nulla.--
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Quando ella vide ch'elli n'era acconcio?d'andare a quello stormo sanza fallo,?sí gli rispuose, portandoli broncio:?--Sanza te, mai non avrò buono stallo.?Ma ben che la tua andata mi sia sconcio,?io pur ti donerò arme e cavallo;?ma tu mi giurerai, se Dio ti vaglia,?d'uccidere il soldan nella battaglia.
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Però che mi pare tanto invecchiato,?che non val nulla a la mia giovanezza;?non posso sofferir di stargli a lato,?pensando che ha a goder la mia bellezza!?Prenditi cura a provveder mio stato:?se ti vien fatto per me tal prodezza,?a lo tuo senno mi mariterai;?saroe contenta piú che fossi mai.--
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Poi gli donòe tre veste di zendado,?una verde, una bianca, una vermiglia,?e tre destrier, che si veggon di rado?piú begli intorno a cinquecento miglia.?De l'aver tolse quanto li fu a grado,?donzelli e fanti con molta famiglia,?trabacche e padiglion: poi si partío?da la donzella e accomandossi a Dio.
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E tanto cavalcò per piú giornate,?che giunse presso a lo stormo predetto,?ed allungossi ben due balestrate?per istar piú celato in un boschetto.?E disse a la sua gente;--Or m'aspettate,?ch'io vo' veder come il campo è corretto.--?E vidde il soldano ch'era campione,?e ritornòe inverso il padiglione.
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E la mattina, come apparve il giorno,?la Fata bianca vae agli balconi?con molte dame e damigelle intorno,?per veder que' che votasse gli arcioni.?Come la gente udí sonare il corno?per la battaglia, parevan leoni.?Quale era proe e quale era codardo;?il soldan sopra tutti era gagliardo.
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E lo Bel Gherardin, veggendo questo,?che quel soldan sí malamente lancia,?in sul destriere cosí armato e destro,?pigliò lo scudo ed imbracciò la lancia.?Veggendo che 'l soldan fa tal molesto?di questa gente, non gli paríe ciancia.?Veggendo che ciascun contro a lui perde,?andògli incontro colla vesta verde.
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E tal colpo gli diè sopra lo scudo,?che 'l fece a terra del destrier cascare.?Agli altri si volgea col brando ignudo;?beato chi meglio lo può levare!?Però ch'ogni suo colpo è tanto crudo,?chi ne pruova uno, non ne può scampare;?sicché il campo fu suo per questa volta,?poi ritornava nella selva folta.
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Disse la dama, ch'è stata a vedere:?--Dove andò il cavalier di verde tinto?--?E da la gente nol poté sapere?chi fosse que' ch'avie lo stormo vinto.?Altri dicea:--Egli è uno cavaliere,?egli e il cavallo di verde dipinto!--?E di lui non è altri che risponda;?sicché vedremlo alla volta seconda.
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Al secondo sonar l'altro mattino,?el soldan d'Alessandria die' per costa;?e quale iscontra al dubbioso cammino,?la suo venuta molto cara costa:?e, combattendo come paladino,?rimase il campo a lui in poca sosta,?gli altri fuggendo, il soldan seguitando,?mettendogli per terra, scavalcando.
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E lo Bel Gherardin molto sdegnosse,?veggendo che 'l soldano era vincente.?Dal padiglion di subito si mosse,?inver' di lui cavalca arditamente,?e per sí gran possanza lo percosse,?che morir crede quando il colpo sente,?e sbalordito fugge e non soggiorna:?e Gherardino al padiglion ritorna.
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Tutta la gente, che d'intorno stava,?cridavan:--Viva il cavalier vermiglio!--e?la donzella si maravigliava,?e colle dame faceva consiglio:?ed in quel punto nel suo cuor pensava:?--Sed e' ci torna, io gli darò di piglio!--?E dice a l'altre:--Deh! guatate donde?dello stormo esce e dove si nasconde.--
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La Fata bianca, al cavalier pensando,?addormentar non si puote la notte,?e nel suo cuore giva immaginando:?--Chi sare' que' che vien pure a sodotte??Quando lo stormo ha vinto, tal domando,?par che nascoso sia sotto le grotte!?Il cuore in corpo tutto mi si strugge?di voglia di saper perché si fugge.
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E uno pensier nel core levo adesso:?sarebbe questi il mio antico sposo??Io lo 'nprometto a Dio, che, se fosse esso,?altro marito che lui i' t?r non oso,?conciosacosa ch'io gliel'ho inpromesso:?senza lui ma' non credo aver riposo.--?E disse:--Signor mio, datemi grazia,?ch'io abbia del suo amor la mente sazia!--
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E, quando il giorno chiaro fu apparito,?fece sonar le trombe e li stormenti.?I cavalieri furno al cerchiovito,?e molti fan pensier d'esser vincenti.?A tanto giunge il cavaliere ardito,?ciò fu il soldan, con altri sofficienti,?che per un suo nipote combattea,?che per marito a lei darlo credea.
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Quando le schiere furon tutte fatte,?presente quella ch'è cotanta chiara,?il soldan, che in sul campo combatte,?fa tristo quel che innanzi gli si para,?però che del destrier morto l'abatte,?e tal ventura a molti costa cara.?E molta gente gli fuggiva innanzi,?sicché è mestier che tutti gli altri avanzi.
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Veggendo la donzella che il soldano?gli altri baron di prodezza avanzava,?pensando aver per marito un pagano,?nella sua mente forte dubitava,?e spesse volte
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